Info point

Info point…

E’ un lunedi sera , di un inizio estate , di qualche anno fa.
Quasi sul punto di chiudere il negozio, in una piazza deserta, si ferma una macchina dalle quale escono due ragazze, carine. Si vede subito che non sono di queste parti. In macchina rimangono quelli che penso siano i genitori.
Vedendomi sull’ uscio esordiscono:
“ Do you speak english ? “

Per mia sfortuna io a scuola l’ inglese non l’ ho studiato perchè a quei tempi la lingua straniera te la davano per sorteggio, ed io con la fortuna che da sempre mi ritrovo, avevo beccato il francese. Peccarità una lingua bellissima, musicale, l’ ho apprezzata nelle pagine di letteratura studiate: da Dumas a Camus, da Baudelaire a Victor Hugo. Ma è pur sempre una lingua che non può competere con l’ inglese per la sua diffusione a livello mondiale. Io, poi, appassionato di informatica e nuovi media, ho dovuto sempre faticare non poco tra manuali e libretti di istruzione, tra linguaggi e settaggi.
Quindi immaginatevi cosa ho risposto? : “ Yes, just a little…
( si ma solo un po’)”
Cosa che non avessi mai fatto…

Una delle due ingrana la quarta e comincia a macinare una parola dietro l’ altra. Io la lasciavo parlare, parlare, parlare e nel frattempo comiciavo già a sudare freddo perchè non avevo capito nemmeno una parola di quello che stava dicendo e non sapevo come venirne fuori.
Pensavo: “ Senti tra poco chi mala fiura che mi preparo a fare !!!”
Dun tratto però arriva la mia ancora di salvezza.
In mezzo a quel vorticoso uragano di parole riesco ad acchiappare una parola” EAT ( mangiare)“…
E allora mi butto, tanto mala fiura per mala fiura
almeno ci provo: “ YOU WANT TO EAT? (volete mangiare?)
Al suo si, mi scateno (ormai la mala fiura è stata evitata) :
“ Pizza o Restaurant? “.
Non ci posso credere: sto intavolando un discorso con una ragazza, per giunta carina, in inglese.
Livelli di sudorazione alla Fantozzi (pazienza).
Ormai me la gioco tutta.
Cercano un ristorante.
A colpi di “ make right” e “ make left”, riesco a indirizzarle verso i ristoranti sotto al Castello.
Loro ringraziano e mi salutano con un sorriso.
Io felice di essere riuscito nella mia impresa di dare informazioni.

Morale della favola: “ Studiate, ‘nca u nsignamientu un è mai piessu!

Per la cronaca: dopo una decina di minuti entrano i genitori dicendomi che hanno trovato tutto chiuso “ everything was closed” e si sono accontentati di 4 belle costate che ho tagliato per loro.

 

(Foto tratta da https://www.ezone.ae/english-language-training-uk/)
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