In ricordo di nonno Giuseppe…

20170102_223344okGiuseppe Mignano 01.01.1910 – 05.10.1964

Non ho conosciuto mio nonno paterno, se ne è andato troppo giovane. Mio padre aveva appena vent’ anni. Lui, nonno Giuseppe, era un gran simpaticone, amante della vita e delle cose belle. Cerco sempre sue notizie e magari qualche foto. Quando non conosci una persona che in qualche modo è legata a te, penso sia naturale porsi delle domande, chiedersi come sarebbe stata la tua vita se ci fosse stato lui. Da bambino aspettavo con ansia la vigilia di Ognissanti perchè come mi raccontavano era l’ unico giorno all’ anno in cui ai defunti era permesso di far visita ai propri cari sulla terra (portando tra l’ altro dolciumi e giocattoli, il che non guastava mai), ed io cercavo di rimanere sveglio tutta la notte solo per vederlo, ma ogni volta crollavo dal sonno. La mattina poi trovare tutte quelle cose era segno che ancora una volta, anche se in quel momento dormivo, mio nonno era lì vicino a me. Dicevo, amava la vita mio nonno, le cose belle. Nonostante la povertà, che nel dopoguerra era diffusa tra la popolazione, lui quando poteva andava a Palermo a respirare l’ aria della grande città. Riusciva pure ad imbucarsi alle feste senza essere invitato ed una volta riuscì pure, assieme ad un compare, a farsi ricevere dal papa ( non ho mai saputo se a Roma o in un altro posto), fingendosi di origini nobili. Amava il teatro e l’ opera lirica: noleggiava il frak per andare a vedere gli spettacoli seduto tra i notabili del tempo. Lo immagino già, scendere dalla scalinata del Teatro Massimo, con il suo sorriso istrionico, alla fine della sertata. Ogni volta che vado a Palermo mi rendo conto perchè mio nonno era innamorato di questa città, che ad ogni angolo mostra prospettive inaspettate, densa di contrasti cosi evidenti che a volte mi emozionano.

Nonno, mi sarebbe piaciuto averti conosciuto. Ho sempre pensato che un giorno, quando il mio compito qui su questa terra sarà finito, sarai tu ad accogliermi e a presentarmi ai tuoi amici. Stavolta ci siederemo sulla prima nuvola libera e ristorati dalla luna, torneremo a guardare con nostalgia le bellezze della nostra amata terra.

Pino Mignano. – 02 gennaio 2017

 

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