” Tri jorna a Natali ” … …commedia di G. Mancuso

Riuscire ad essere obiettivo nello scrivere una recensione su una commedia di Giovanni Mancuso mi riesce sempre più difficile perchè è un regista-attore-scrittore che adoro per la sua capacità di costruire personaggi veri, reali che portano sul palco scena di vita quotidiana, non certo tanto distanti dai personaggi di Verga. E poi perchè oramai, dopo un bel po di anni, mi sento co-partecipe della passione di questi ragazzi, che riescono ogni anno ad emozionarci ( dicasi lo stesso per le altre compagnie).

Poi tra le altre cose penso di di essere privilegiato sia perchè ogni volta vedo la commedia in anteprima alle prove generali e poi perchè attraverso l’ obiettivo della mia reflex mi accorgo di particolari che magari ai più sfuggono. Ed è proprio attraverso la mia macchina fotografica che ho visto crescere gli attori, volti che il pubblico stesso ormai conosce e adora.

“ Tri jorna a Natali “ è l’ ultima fatica del nostro vulcanico Giovanni, che riesce a partorire anche due commedie l’ anno, andata in scena al ” Totuccio Aiello ” di Carini il 17-18-19 dicembre 2016. Stavolta Giovanni porta in scena la storia di una famiglia che alla morte del padre si trova a fare i conti con due sorelle “ non dichiarate” cioè presunte figlie di un rapporto extraconiugale: una che piomba all’ improvviso nella loro casa a pochi giorni dal Natale, l’ altra che già abitava con loro, prelevata alcuni anni prima da un orfanotrofio al compimento dei suoi 18 anni. Ma niente è come sembra. Nel finale tutto trova chiarimento e tutti vincono grazie ad un lettera che verrà letta il giorno di Natale che tutti aspettano con ansia.

I personaggi vivono i tre giorni in attesa, proprio come si attende il giorno del Natale, ed è in questi tre giorni che i personaggi si evolvono, cambiano per poi nascere a vita nuova.

Perchè il vero trionfatore anche stavolta è l’ amore, che ha la capacità di sanare tutte le ferite di un esistenza. Non è mai troppo tardi: si può sempre rimediare agli errori che strada facendo si possono fare. Stranamente in questa commedia non ci sono attori protagonisti, ma ogni personaggio, che fino al secondo atto concorre con il suo sano egoismo alla vita familiare, nel terzo atto si lascia andare alla possibiltà di cambiare, di perdonare, di amare.

Un Giovanni Mancuso diverso dunque, che a fatica si riconosce nel primo atto, ma che esplode nel terzo e che chiude la commedia con un emozionante monologo affidato a Rosetta ( Claudia Passalacqua) sull’ arte teatrale. Ognuno ha il suo amore, vero, presunto, nascosto, non corrisposto. Anche la piccola Maria Pia, interpretata dalla splendida Roberta Bellia, alla fine scopre di avere anch’ essa un grande amore…

Questa commedia chiude la stagione teatrale 2016. L’ appuntamento è per Gennaio con il nuovo cartellone.

Pino Mignano.

19/12/2016

 

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